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Nov 0716

LETTERA A MARCO MONTEMAGNO CON IL FRANCOBOLLO DA 12p DELLA REGINA

Pubblicato da dj morano alle 04:38 in Italy Vs UK



Attenzione : il francobollo da 12p è tutt’altro che da sfigati, first class, per intenderci.

Ciao Monty, ti scrivo dal blog perché non abbiamo molto tempo per sentirci al telefono, colgo l’occasione per rendere pubblico quanto segue, la gente è curiosa e sarà divertente vedere commenti (forse) di qualcun altro, ad una lettera che non è indirizzata a loro.Peraltro questa lettera, alla faccia del perfetto blogger dai post no-more-that-200-words, è piuttosto lunga. 

Sto seguendo con molta attenzione tutto ciò che succede in Italia nella battaglia tra popolo di  internet e vecchio mondo.Dalla conferenza social media Smau che hai organizzato, passando per le eresie di Levi sulla fantomatica legge sull’editoria fino alle battaglie politiche di Grillo, questa è una guerra civile a tutti gli effetti. 

Il problema è addirittura più grave di come tutti voi lo descrivete in rete.  

Il concetto FONDAMENTALE sul quale si basa un paese che funziona, ora ne sono certo, è il rapporto tra la sperimentazione, il laboratorio, e la classe dirigente che decide.I tool più importanti (specie nel web) nascono dalla sperimentazione o dalla casualità.Quando questo rapporto viene meno o, come nel caso italiano, è praticamente inesistente, l’industria e la politica rimangono completamente spiazzate con l’avvento dei cambiamenti tecnologici e si difendono con la diffidenza e cercando di occultare ciò che è scomodo. 

Se vivi intensamente una città come Londra ti accorgi che per ogni singola strada della città ci sono iniziative sperimentali in ogni settore, monitorate costantemente da chi muove i capitali, che non  aspetta altro che lo sviluppo di una nuova idea lo convinca ad investire su teste pensanti dal nome ancora inedito. Questo fa la differenza assoluta. 

Ogni professionista che si rispetta e che ho incontrato fino ad ora, che sia un fotografo, un produttore di musica, un web designer o un’architetto, oltre al suo lavoro, partecipa almeno a 5 o 6 side project che coinvolgono studenti, laboratori e scuole.  

Un professionista “established” infatti non ha molto tempo da dedicare all’innovazione delle proprie risorse e quindi “normalmente” delega emergenti, studenti o semplici appassionati ad effettuare nuove ricerche che portano frutti, knowledge ed awards da entrambe le parti. 

In Italia il problema è gravissimo. Se internet non viene considerato come la nuova piattaforma nella quale si interfaccia la vita reale delle persone al mondo della comunicazione, dubito fortemente che il nostro paese possa evitare di finire in un Europa di serie B, superato in breve tempo da paesi come la Polonia o la Repubblica Ceca. 

Quanta energia sprecano i ricercatori come te per far capire cose elementari alle cricche di potere ? 

Le nuove tecnologie passano dallo stato Beta ad essere migliorate ed introdotte nel mercato ad una velocità impressionante per poi magari iniziare a vacillare dopo qualche tempo, basti pensare a Youtube, che è già, per via dei suoi limiti strutturali, una piattaforma limitata.  

Come farà l’Italia ad integrarsi ad un mondo web-meritocratico se al TG1 non sanno ancora pronunciare la parola “Youtube” correttamente ? Come farà la società Italiana ad avere una parvenza “normale” agli occhi dell’Europa se i politici e gli imprenditori non sanno fare lo start up di un semplice blog ? 

Tutte le persone come te, in un paese “normale”, si occupano di tecnologia, di innovazione, di utilizzo strategico delle nuove tool della comunicazione web, non di spiegare cose elementari ad una massa di deficienti ostici ! Perché sono ostici ? Perché nel nostro paese bastano le conoscenze per ricoprire posizioni di rilievo e quindi perché mai fare sforzi per essere all’avanguardia ? 

Ma se i manager sono ostici, il tuo tempo è dedicato agli sforzi per far digerire concetti puerili ad un pubblico di impreparati, e quel tempo è sottratto al tempo che dovresti dedicare allo studio di nuovi strumenti rivolti agli early adopters, che nel medio periodo fanno la differenza tra chi nel mondo arriva primo e chi resta indietro. Il rischio che correte è rilevante. 

I politici e la maggioranza degli imprenditori sembrano addirittura terrorizzati dal web, mentre dovrebbero a loro volta essere aggiornati e chiedere più servizi alla rete ed ai consulenti, che non hanno modo di crescere velocemente perché sono schiacciati dalla diffidenza.  

Se un internet guru non ha la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie a tempo record ma vive  in un paese che lo soffoca, difficilmente avrà la possibilità di testare le potenzialità dei nuovi strumenti, accedere a fondi per finanziare le nuove idee, competere a livello internazionale. 

Ed ancora poter reclutare ragazzi già preparati da scuole che li aggiornano, senza dover rispiegare tutto dalla prima elementare a qualsiasi collaboratore con il quale si inizia un rapporto. 

Se i giornalisti italiani non fossero arroganti, da tempo utilizzerebbero internet come via primaria per comunicare con l’audience, non cripterebbero i commenti, risponderebbero alle email, darebbero visibilità alla stampa europea, si organizzerebbero con alcuni colleghi all’estero per scambiare news a tutto campo.  Invece si limitano ad inveire contro i blogger, che non hanno nemmeno la presunzione di essere giornalisti (ma che di fatto lo diventano), come imbestialiti contro chi gli ha trombato la fidanzata davanti agli occhi, agitando in aria un cazzo di tesserino inutile. Ho l’impressione che la presunzione italiana stia veramente toccando punte inconcepibili. 

Tutto ciò che ho scritto fino ad ora infatti è un punto di partenza, ripeto, di partenza, non di arrivo. All’orizzonte c’è la competizione con paesi all’avanguardia, ai quali potremmo proporre una cultura completa come di fatto è la nostra, ma che non è in grado di farsi ascoltare nel mondo, se non si oltrepassano i confini. Ed il web, le tecnologie Voip, i voli low cost ed una scuola che ti obbliga a studiare informatica e l’inglese sono la base per poter competere. 

Allora come difendersi da tutto questo, pur essendo coscienti che se non si ha a che fare con politici e capitali si rischia di non portare a termine i propri progetti ? 

Ma come si fa ad essere davvero sinceri se ad ogni convegno intervengono degli ignoranti dal nome illustre che ti pagano per intervenire ? 

Come fai ad incontrare Gentiloni senza ridergli in faccia ?  

L’unico piccolo e modesto consiglio che riesco a dare è quello di far conoscere a livello europeo quali sono i nostri problemi, tradurre il più possibile in altre lingue i nostri contenuti perché sono sicuro che possono interessare anche altri popoli, te lo dice uno che a Londra parla dell’Italia e la gente non capisce ciò che succede da noi solo perché mancano le fonti e le traduzioni, pur essendone costantemente affascinati. 

Ho un bellissimo ricordo delle serate passate a discutere della Mucca Viola, sono felice che tutte le tue intuizioni, a prescindere dall’opinione degli altri, abbiano avuto un grande riscontro nella realtà degli anni a seguire. 
Per questo ti auguro di resistere, prendendo posizioni forti ed irremovibili, perché la ragione l’avete voi e basta.  

Con affetto, 
Marco Morano

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Commenti

1. Elisa, Venerdì 16 Novembre 2007 ore 14:14

Grazie per questo feedback, molto utile e intelligente!

Tanto per la cronaca, il mio fidanzato mi accusa di essere un haker solo perchè leggo blog e qualche volta commento pure! qui l'ignoranza e gli eccessi sono molto diffusi...

ciao by elisa

2. Monty, Venerdì 16 Novembre 2007 ore 22:13

Parole sante my friend :)

Ora però diamo uno scossone vedrai, stay tuned ;)

Abbraccione,

Monty 

3. Dario Salvelli, Sabato 17 Novembre 2007 ore 13:47

Ottimo post: di solito il punto di vista "straniero" può servire se non altro più che per i consigli (non sempre si ha il metro esatto della situazione se non la vivi) per il bagaglio di esperienza e confronto che ci si porta dietro. Thanks Marco.

4. Inchiostro Simpatico, Sabato 17 Novembre 2007 ore 13:55

Come tutti i mali italiani sappiamo quali sono le cause ma siamo "impotenti" nell'attuare le soluzioni più elementari.

Problema Internet

Non abbiamo startup italiane conosciute nel mondo perchè nascono tutte in italiano (che sarà una bellissima lingua ma ti taglia fuori da 3/4 del mondo). 

Internet rispecchia sia l'aspetto economico (struttura economica italiana, fondata sulle famiglie e sulle banche) che culturale (oltre il 60% della popolazione sa poco o nulla di internet)

Ti faccio un esempio:

Ho un'idea (geniale, strampalata, utile, etc) ma non ho i soldi ed il tempo per svilupparla....ma io credo in questa idea, cosa faccio se sono italiano?

Se sono una persona tecnica (conosco il web ed i suoi strumenti) cerco di radunare qualche tecnico e nel tempo libero cerco di svilupparla (sito o software che sia) senza incassare un euro (anzi mettendo di tasca propria per gli iniziali costi di gestione). Con tempi di sviluppo "naif" se sono fortunato riuscirò a produrre una varsione beta della mia idea.

Se non sono una persona tecnica la sviluppo a livello teorico magari puntando più sulla gestione economica ma anche qui tempo libero ed ore tolte al sonno. 

Mi potresti dire: contatta qualcuno e proponigli la tua idea! Ed io ti rispondo: a chi? Hai mai visto le banche darti soldi ad altissimo rischio senza nulla in cambio? Mi sai dire un nome di una venture capital italiana che faccia veramente il suo lavoro (investire su nuove startup) e non continuare a fare meeting su internet? I nostri industriali fanno operazioni industriali tutto a debito, quindi i soldi non li hanno, fine delle trasmissioni.

L'aspetto culturale è legato a quello economico, se non creo startup vincenti, non credo interesse, non creo dibattito, non sposto gli equilibri economici di un paese, non produco risorse per nuove startup, non sono al passo con il mondo. 

Proprio per queste ragioni un ragazzo italiano come me, se vuole provare a investire su una sua idea deve guardare in Europa se non in America.

Nomi come Balderton, Accel, Sequoia, Benchmark sono i luoghi dove poter bussare ad una porta e proporre la tua voglia di innovazione, la tua voglia di metterti in gioco avendo un partner che mette i soldi per te scommettendo sulla tua idea.

Come dicevi te, su 10 idee magari solo 3 hanno successo ma solo sperimentando si ottengono successi. 

La cosa triste è che per emergere dobbiamo andarci dal nostro paese.

PS "Ogni idea, fino a prova contraria, è un fallimento" 

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